Non gli bastava essere il motore di ricerca più usato al mondo, uno dei siti più cliccati sul web, e, addirittura, una verbo da utilizzare nel linguaggio corrente ("to google", in inglese, significa "ricercare su internet"). La scalata di Google raggiunge ora anche la classifica dei marchi globali, una speciale graduatoria che mette in ordine i brand più conosciuti al mondo a seconda del loro valore commerciale. In un solo anno, Google ha scalato la classifica, salendo dal ventesimo al decimo posto, registrando un aumento di valore del 43%.
Niente male davvero, per quello che solo dieci anni fa era un oscuro algoritmo etichettato con un gioco di parole da secchioni (un googol è un numero formato da un uno seguito da cento zeri).
La classifica, è bene puntualizzarlo, non riguarda il valore delle compagnie, ma solo quello associato al loro marchio. Un brand rinomato consente, infatti, alle aziende di godere di una reputazione particolare fra clienti e impiegati, permettendo loro di trattenere entrambi anche davanti a concorrenti che offrano prezzi e contratti migliori. Un vero valore aggiunto, dunque, di cui, sempre secondo questa classifica stilata da Interbrand, sembrano beneficiare ultimamente tutte le aziende legate all'informatica.
A scalare la classifica è, infatti, anche un altro vero e proprio cult tra gli appassionati di computer, la mela morsicata della Apple, che sale dal trentatreesimo al ventiquattresimo posto, registrando un +24% nel valore commerciale. Guadagna quattro posti anche Amazon (+19%), mentre sono due le posizioni guadagnate dal marchio di eBay (+7%).


